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Testo completo, significato e analisi del brano di Luchè
Il testo di “Labirinto” di Luchè è stato ufficialmente pubblicato. Il rapper partenopeo, uno dei nomi più rispettati della scena hip hop italiana, debutta sul palco dell’Ariston con un brano intenso e personale che parla di amore, orgoglio e smarrimento. In questa pagina trovi il testo completo e ufficiale, l’analisi del significato, le curiosità sulla composizione e tutte le informazioni sul brano presentato alla 76ª edizione del Festival di Sanremo 2026.
📋 Info Canzone “Labirinto”
- 🎤 Artista: Luchè (Luca Imprudente)
- 🎵 Titolo: Labirinto
- 🎼 Genere: Trap/Hip-Hop
- ✍️ Autori: L. Imprudente, D. Petrella, S. Tognini, R. Castagnola
- 🎹 Producer: Zef
- 🏆 Festival: Sanremo 2026
- 📅 Pubblicazione testo: 17 febbraio 2026
- ⏱️ Durata stimata: 3:48
📝 Labirinto Testo Ufficiale
Il testo completo della canzone di Luchè presentata all’Ariston
“LABIRINTO” – LUCHÈ
Io non so come ci si lega ma so bene quanto vale un contratto
Nulla è per sempre nel rimorso l’odio annega potevamo rimanere in contatto
E invece niente siamo polvere sui mobili dentro una casa vuota
L’orgoglio è un brutto vizio ed io il bambino che ci gioca
Mai stato troppo in alto mai caduto nella droga
La notte è nera asfalto aspetto l’alba che mi trova
Un po’ di luce
Adesso che non riesco più ad immaginarti
E non ho voce
Nemmeno per gridare che lo so che parti
Solo per stare lontano via da me
Stai meglio lontano via da me
Non abbiamo più scuse
Quanto ci vuole per dimenticarsi
E quello che so di te
È che sei bella come una bugia
Detta per non piangere
Non piangere
Non dormirò più tra le braccia tue
In questo labirinto siamo in due
E quello che so di te
Nasconde un po’ di me
Anche se poi te ne vai
Non ti scordare di me
Di me
Di Noi
Di Noi
Anche se poi te ne vai
Non ti scordare di me
Di me
Di Noi
Di Noi
Non conta l’ego contano i concetti
Nessuno l’ha capito competiamo con noi stessi
Forse più salgo in alto più non vedo i miei difetti
Quando non so chi sono
Me lo urlano ai concerti
Di crisi già ne ho avute
L’inverno con le tute
Le corse e le cadute
Scontrarsi a mani nude
Mentre gli altri giocano
Io mi distinguo tra pochi che osano
E troverò
Un po’ di luce
Adesso che non riesco più ad immaginarti
E non ho voce
Nemmeno per gridare che lo so che parti
Solo per stare lontano via da me
Stai meglio lontano via da me
Non abbiamo più scuse
Quanto ci vuole per dimenticarsi
E quello che so di te
È che sei bella come una bugia
Detta per non piangere
Non piangere
Non dormirò più tra le braccia tue
In questo labirinto siamo in due
E quello che so di te
Nasconde un po’ di me
Anche se poi te ne vai
Non ti scordare di me
Di me
Di Noi
Di Noi
Anche se poi te ne vai
Non ti scordare di me
Di me
Di Noi
Di Noi
Le chiavi dell’uscita
Le ho messe nelle mani tue
Ma in questo labirinto siamo in due
Siamo in due
Anche se poi te ne vai
Non ti scordare di me
Di me
Di Noi
Di Noi
Anche se poi te ne vai
Non ti scordare di me
Di me
Di Noi.
Fonte: Ufficio Stampa Sanremo 2026 / Canzoniweb.com
🎵 Analisi e Significato di “Labirinto”
Interpretazione e significato profondo del brano di Luchè
Il testo di “Labirinto” di Luchè è un viaggio interiore nell’animo di un uomo diviso tra l’orgoglio e il bisogno d’amore, tra la durezza della strada e la fragilità dei sentimenti. Il rapper partenopeo, al suo debutto sanremese, porta all’Ariston tutta la sua poetica urban, fatta di contrasti e introspezione.
La canzone si apre con una dichiarazione di competenza pratica ma di ignoranza emotiva: “Io non so come ci si lega ma so bene quanto vale un contratto”. Luchè conosce il mondo degli affari, delle regole scritte, ma ammette di non sapere come funzionino i legami affettivi. È l’ammissione di una fragilità che convive con la forza. Il verso successivo, “Nulla è per sempre nel rimorso l’odio annega”, introduce il tema del conflitto interiore: il rimorso e l’odio si mescolano, si annullano, lasciando spazio solo al rimpianto di non essere rimasti in contatto.
L’immagine “siamo polvere sui mobili dentro una casa vuota” è potentissima: ciò che resta di una relazione finita è come la polvere che si accumola sui mobili di una casa abbandonata. C’è, invisibile, ma testimonia che qualcosa c’era. Poi l’orgoglio, definito “un brutto vizio”, e l’artista si descrive come “il bambino che ci gioca”, rivelando una dimensione infantile e immatura in questo suo attaccamento all’orgoglio che impedisce la riconciliazione.
Un passaggio chiave è “Mai stato troppo in alto mai caduto nella droga”. Luchè rivendica di non aver mai toccato il fondo in quel senso, ma subito dopo descrive la sua notte interiore: “La notte è nera asfalto aspetto l’alba che mi trova”. L’asfalto nero è la strada, la realtà dura, ma anche l’oscurità dell’anima in attesa di un nuovo giorno, di una luce che tarda ad arrivare.
Il pre-ritornello “Un po’ di luce / Adesso che non riesco più ad immaginarti / E non ho voce / Nemmeno per gridare che lo so che parti” esprime la paralisi emotiva di chi sa che l’altro sta per andarsene ma non trova la forza di trattenere, nemmeno con un grido. La consapevolezza che l’altra persona “sta meglio lontano via da me” è una delle ammissioni più dolorose: riconoscere di essere la causa della fuga di chi si ama.
Il ritornello contiene una delle metafore più belle del brano: “E quello che so di te / È che sei bella come una bugia / Detta per non piangere”. La bugia che serve a proteggere, a non far piangere, è il paradosso di un amore che forse è stato costruito su illusioni necessarie. La bellezza della persona amata è paragonata a quella di una menzogna – qualcosa di attraente ma destinato a rivelarsi falso.
Il titolo emerge nel verso “Non dormirò più tra le braccia tue / In questo labirinto siamo in due”. Il labirinto è la relazione stessa, un intreccio di strade da cui è difficile uscire, ma in cui ci si muove insieme, anche quando ci si perde. L’immagine del labirinto si ricollega al mito classico: come Teseo e Arianna, i due amanti sono intrappolati in un percorso intricato, e le chiavi per uscirne sono nelle mani dell’altro.
La seconda strofa si apre con una riflessione filosofica: “Non conta l’ego contano i concetti / Nessuno l’ha capito competiamo con noi stessi”. È un messaggio di maturità: la vera competizione è con sé stessi, non con gli altri. Poi l’ammissione “Forse più salgo in alto più non vedo i miei difetti” – il successo che acceca, che rende incapaci di vedere i propri limiti. E quando non sa chi è, il pubblico glielo urla ai concerti: è il paradosso dell’artista che si specchia nel riconoscimento degli altri per capire sé stesso.
Il passaggio più autobiografico: “Di crisi già ne ho avute / L’inverno con le tute / Le corse e le cadute / Scontrarsi a mani nude”. È il racconto della strada, delle difficoltà, della lotta senza protezioni. Poi il contrasto: “Mentre gli altri giocano / Io mi distinguo tra pochi che osano”. Luchè rivendica la sua unicità, il suo aver osato dove altri si sono limitati a giocare.
Il finale è una resa: “Le chiavi dell’uscita / Le ho messe nelle mani tue / Ma in questo labirinto siamo in due”. Ha affidato all’altra persona la possibilità di uscire dal labirinto, ma allo stesso tempo riconosce che sono ancora insieme, intrappolati ma uniti. L’ultima richiesta “Non ti scordare di me / Di me / Di Noi” è il grido disperato di chi sa che l’altro andrà via, ma chiede almeno di essere ricordato, di non cancellare la storia condivisa.
“Labirinto” è quindi un brano che parla di amore e di smarrimento, di orgoglio e di vulnerabilità, di successo e di solitudine. Luchè porta a Sanremo la sua poetica urban, fatta di contrasti e di verità crude, dimostrando che l’hip hop può raccontare l’intimità con la stessa potenza della più classica delle ballad.
🔍 Curiosità sul Brano “Labirinto”
Dietro le quinte, aneddoti e informazioni esclusive sulla canzone
- Pubblicazione: Il testo è stato svelato in anteprima il 17 febbraio 2026, come da tradizione a una settimana dall’inizio del Festival.
- Dream team autoriale: Il brano vede la collaborazione di Davide Petrella (già autore per Mengoni, Elodie e molti altri) e Stefano Tognini (Zef), produttore di fiducia di Luchè che ha firmato alcuni dei suoi più grandi successi.
- Debutto a Sanremo: Questa è la prima partecipazione assoluta tra i “Big” di Luchè al Festival di Sanremo, un passo importante che porta la trap partenopea sul palco più importante della musica italiana. Nel 2024 ha partecipato alla serata delle cover, vincendo con il medley “Strade” insieme a Geolier, Guè e Gigi D’Alessio.
- La produzione di Zef: Zef è uno dei producer più richiesti in Italia, noto per il suo lavoro con artisti come Guè, Lazza e lo stesso Luchè. La sua produzione garantisce un sound potente e moderno.
- Il riferimento al contratto: Il verso iniziale “so bene quanto vale un contratto” è un chiaro riferimento alla carriera musicale di Luchè e alla sua esperienza nel mondo dell’industria discografica.
- La metafora del labirinto: Il titolo si ispira al mito classico del labirinto di Cnosso, dove Teseo si perde e viene salvato dal filo di Arianna. Qui, però, le chiavi dell’uscita sono nelle mani dell’altra persona, ma la consapevolezza è che sono ancora insieme nel percorso intricato della relazione.
- Coerenza artistica: “Labirinto” mantiene lo stile inconfondibile di Luchè, fatto di rime complesse e contenuti profondi, dimostrando che l’artista non ha snaturato la sua cifra stilistica per adattarsi al palco sanremese.
🎥 Video e Audio Ufficiale
Guarda la performance e ascolta “Labirinto”
🎬 La performance di Luchè con “Labirinto” andata in onda su Rai 1 durante il Festival di Sanremo 2026, dal 24 al 28 febbraio 2026.
Il brano sarà disponibile su tutte le piattaforme streaming (Spotify, Apple Music, Amazon Music, YouTube Music) a partire dal 25 febbraio 2026.
❓ Domande Frequenti su “Labirinto”
Risposte alle domande più comuni sul brano di Luchè
Qual è il testo di “Labirinto” di Luchè?
Il testo di “Labirinto” è disponibile integralmente in questa pagina. Il brano racconta il percorso complesso di una relazione, tra orgoglio, vulnerabilità e la difficoltà di lasciarsi andare.
Chi ha scritto “Labirinto”?
Il brano è stato scritto da L. Imprudente (Luchè), D. Petrella, S. Tognini e R. Castagnola. La produzione è affidata a Zef (Stefano Tognini).
Qual è il significato di “Labirinto”?
La canzone esplora il tema di una relazione complicata, paragonata a un labirinto da cui è difficile uscire. Luchè racconta la difficoltà di gestire l’orgoglio, il dolore della separazione e la consapevolezza che, nonostante tutto, si è ancora in due dentro quel percorso intricato. Il brano affronta anche temi come il successo che acceca, la lotta con sé stessi e la fragilità nascosta dietro una facciata dura.
Cosa significa il verso “sei bella come una bugia detta per non piangere”?
È una delle metafore più potenti del brano. La persona amata è bella come una bugia – qualcosa di attraente ma potenzialmente falso – e questa bugia è detta per proteggere, per evitare di piangere. È il paradosso di un amore che forse si regge su illusioni necessarie, ma che proprio per questo è dolorosamente affascinante.
Quando sarà disponibile “Labirinto” in streaming?
Il brano sarà disponibile su tutte le piattaforme streaming a partire dal 27 febbraio 2026, giorno dell’uscita della compilation ufficiale di Sanremo 2026.
Luchè ha già partecipato a Sanremo?
No, questa è la prima partecipazione assoluta di Luchè al Festival di Sanremo, segnando un importante debutto per uno dei nomi più rispettati della scena hip hop italiana. Ha partecipato come ospite nel 2024 per la serata delle cover, vincendo con il medley “Strade” insieme a Geolier, Guè e Gigi D’Alessio.
Chi è Zef, il produttore del brano?
Zef (Stefano Tognini) è uno dei producer più importanti della scena urban italiana, noto per le collaborazioni con artisti come Guè, Lazza, e appunto Luchè. Ha firmato alcuni dei più grandi successi del rap italiano degli ultimi anni.
Cosa significa “le chiavi dell’uscita le ho messe nelle mani tue”?
È una dichiarazione di vulnerabilità: Luchè affida all’altra persona la possibilità di uscire dalla relazione (il labirinto), riconoscendo che è nelle sue mani la decisione di restare o andare via. Ma subito dopo aggiunge “ma in questo labirinto siamo in due”, sottolineando che, qualsiasi decisione prendano, sono ancora insieme nel percorso.
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