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Marco Mengoni, Sto bene al mare (feat. Sayf & Rkomi): testo e significato

Testo di "Sto bene al mare", singolo di Marco Mengoni, Sayf e Rkomi. Scopri le parole della canzone e guarda il video ufficiale.


Testo “Sto bene al mare”, singolo di Marco Mengoni, Sayf e Rkomi. Ascolta il brano e guarda il video ufficiale.

“Sto bene al mare” è una canzone del cantautore Marco Mengoni realizzato in collaborazione con il rapper genovese Sayf, Rkomi. Il pezzo, lo ricordiamo, è prodotto da DIBLA, Jiz e Giovanni Pallotti.


“Sto bene al mare” di Marco Mengoni, Sayf e Rkomi: un’estate tra evasione e disillusione

Uscito il 13 giugno 2025, Sto bene al mare è un brano che sfugge alle definizioni facili. A prima vista, il titolo evoca immagini di spiagge assolate e libertà, ma il testo racconta una storia diversa. La traccia mescola sonorità estive con riflessioni amare, creando un contrasto che colpisce.

Sto bene al mare testo Marco Mengoni

Lyrics:

Sto bene al mare, al mare, al mare
Sto bene al mare


Non ho motivo di stare in città
Mi sento meglio nelle tane dei bruchi
Non é il denaro, né una cookie mama-a-a
Che mi fa stare in una valle di cubi
Potevo fare come ha fatto papà
E capirci qualche cosa di tubi
Per poi finire coi compari nei ba-a-ar
Con il Campari, le Marlboro e gli urli
Ma mi ci vedi tu a cinecittà
A fare il ruolo dell’attore più bello
A dire frasi che domani chissà
Se avranno un senso per avere un anello
Ma mi ci vedi tipo tu a Citylife
A fare i cin con il re di cemento
A festeggiare di un futuro che sai
Cambia colore come cambiano i venti

Sto bene al mare, al mare, al mare
Sto bene al mare
Sto bene al mare, al mare, al mare
Sto bene al mare

Lei così calda e bagnata appena uscita dall’acqua
Nel suo specchio cosmetico stiamo perdendo quota
Cattura la pioggia dentro a un berretto di paglia
Milioni di modi con cui la gente si innamora
Vali tutto il tempo ti prego resisti
Quanto dura un’amnesia non c’è futuro di esistere
Mi serve aria un ventaglio, un altro dettaglio
Mi sono ficcato in un guaio
Io non sto bene al mare, mi devo abituare
Mi fa pensare mami a quanto siamo stati male
Ho un’estate da sprecare, sta volta rimedio
Le sussurro da dietro perché l’amore è così cieco

Sto bene al mare (sto bene al mare), al mare (a-al mare)
Al mare, Sto bene al mare
Sto bene al mare (sto bene al mare), al mare (a-al mare)
Al mare, Sto bene al mare (Sto bene al mare)

Sto bene al mare
Cosa succede all’altra parte del mare
Stai bene al mare
Con gli occhiali, con la crema solare
Mentre la terra scompare
Sto bene al mare
Farai un cammino spirituale fino a Timbuctù
Per non cadere in tentazioni come i jeans couture
Farti bastare un amore soltanto

Sto bene al mare (al mare), al mare (al mare)
Al mare (al mare), al mare


Sto bene al mare (al mare), al mare (al mare)
Al mare (al mare), sto bene al mare
Sto bene al mare (Sto bene al mare), al mare (mare)
Al mare (al mare), sto bene al mare

Significato brano

La ripetizione del ritornello “Sto bene al mare” potrebbe far pensare a un inno alla spensieratezza, ma le strofe rivelano un disagio più profondo. Mengoni, con la sua voce calda e introspettiva, canta di un rifugio fittizio: il mare diventa un luogo in cui nascondersi, lontano dalla città e dalle sue aspettative.

“Non ho motivo di stare in città / Mi sento meglio nelle tane dei bruchi” è un verso che tradisce un senso di alienazione. La metropoli, con i suoi “cubi” e il “re di cemento”, rappresenta un mondo opprimente, fatto di carriere forzate e relazioni vuote. L’artista rifiuta i cliché del successo – “fare il ruolo dell’attore più bello” – preferendo una fuga, seppur temporanea.

Sayf entra nel brano con un flusso di coscienza che mescola sensualità e malinconia. “Lei così calda e bagnata appena uscita dall’acqua” potrebbe essere l’inizio di una storia d’amore, ma il tono cambia rapidamente: “Mi sono ficcato in un guaio / Io non sto bene al mare”. L’estate, invece di essere liberatoria, diventa un momento di confronto con i propri demoni.

Rkomi chiude il cerchio con un verso che cambia completamente la prospettiva del brano: “Cosa succede all’altra parte del mare?”. Quel mare che per alcuni è sinonimo di vacanza, per altri è una barriera, un confine che separa da guerre e migrazioni. È un attimo, e la canzone si trasforma in un monito sociale, ricordando che non tutti vivono l’estate con gli “occhiali e la crema solare”.

In un’intervista, Mengoni ha spiegato: “Questo brano parla della ricerca di un equilibrio che non c’è. Il mare è un pretesto per parlare di qualcosa di più grande: la fuga, la solitudine, ma anche la responsabilità di guardare oltre”.


Sto bene al mare è dunque un brano estivo atipico, che usa la stagione come metafora di un malessere generazionale. L’acqua, invece di purificare, riflette le contraddizioni di un’epoca in cui la libertà è un privilegio, e il divertimento nasconde spesso una grande solitudine.

Tra produzione morbida e testi taglienti, Marco Mengoni, Sayf e Rkomi hanno creato un pezzo che resta nella mente molto più a lungo di una semplice hit da spiaggia. Perché il mare, a volte, non è solo un posto dove stare bene. A volte è solo il posto in cui ci si nasconde.

Sto bene al mare video

Sto bene al mare audio Marco Mengoni

Sto bene al mare testo Marco Mengoni

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